Quanto costa rifare l'impianto elettrico?

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Per sapere quanto costa rifare l'impianto elettrico è necessario richiedere e confrontare fra più preventivi.

L'impianto elettrico è uno degli elementi fondamentali di una casa e, se lo si vuole rifare, si dovrà mettere in conto una spesa di 45,00 € - 50,00 € per punto luce.


 

Cosa è un impianto elettrico?

 

In una abitazione residenziale possiamo definire l'impianto elettrico come quell'insieme di componenti, sia fisiche che meccaniche, necessarie per l'ingresso in casa dell'energia elettrica, per la sua circolazione e diffusione allo scopo del suo utilizzo, come l'accensione di un phon, l'illuminazione di casa, il funzionamento di un allarme o del frigorifero.

Se si sta per ristrutturare casa e si vuole rifare l'impianto elettrico si deve sapere che un simile impianto e le apparecchiature di cui esso si compone, devono essere realizzati “a regola d'arte” come disposto dal COMITATO ELETTROTECNICO ITALIANO (CEI) che si è espresso con la norma CEI 64-8 e con la successiva Variante alla norma “V3” del 31/01/11. Tale autorità gli è stata conferita dalla legge, partendo dalla n.186 del 01/03/68 per finire con la legge n.46 del 05/03/90, sostituita dal più recente D.M.n.37 del 22/01/08.

La norma CEI 64-8 suddivide gli impianti elettrici in 3 livelli, in base alle prestazioni e al numero di circuiti terminali. Il livello 1 è il “livello base” che prevede prestazioni minime, ma funzionale e sicuro, il livello 2 ha prestazioni maggiori e un maggiore numero di circuiti e prese, mentre il livello 3 prevede addirittura funzioni domotiche. La realizzazione di impianti elettrici di livello 2 e 3 non è obbligatoria, ma incrementando le prestazioni si generano impianti di maggiore pregio.

La potenza impegnabile, individuabile in fattura normalmente a pag.1, sotto la colonna 'Dati Fornitura' va da un minimo di 3kW fino ad un massimo di 6kW o più, tale scelta dipende dalla superficie dell'abitazione netta (calpestabile) e dal livello delle prestazioni richieste all'impianto elettrico dal committente: in sintesi fino a 75 mq è sufficiente una potenza minima pari a 3kW, da 75 mq in poi si parte da un minimo di 6kW.

L'impianto elettrico prevede un gruppo di misura (contatore) che appartiene al distributore, posto esternamente all'abitazione e che conteggia il consumo di energia, oltre a un quadro elettrico (centralino) che si trova nell'abitazione, ed un collegamento tra i due, chiamato montante.

Il quadro elettrico, cuore dell'impianto elettrico e dal quale si propagano i cavi, deve essere a norma e prevedere il 15% di spazio libero, in modo da poterlo eventualmente ampliare in futuro. Deve contenere un interruttore generale posto ben in vista, capace di disattivare la corrente in caso di necessità e minimo 2 interruttori differenziali.

Completano l'impianto elettrico i vari punti prese, i punti luce, gli interruttori magnetotermici, gli interruttori per gestire i punti luce e il sistema di messa a terra.

I circuiti solitamente presenti in un'abitazione sono generalmente 3: circuito delle prese, circuito dei punti luce e degli interruttori, circuito di chiamata (come per il campanello o il citofono).

Per garantire la sicurezza, la norma CEI prevede un numero minimo di punti presa separati e di punti luce in funzione del tipo di locale, della superficie e della tipologia di impianto elettrico. Questo proprio per evitare di dover ricorrere a prolunghe, adattatori e ciabatte, spesso fonti di pericolo. Le prese vanno installate a 30 cm dal pavimento, in cucina e in bagno a 110 cm da terra, mentre gli interruttori a 110 cm.

 

Costi per il rifacimento dell'impianto elettrico

     
  Da A
Costo per la realizzazione di un singolo punto luce 45,00 € 50,00 €

 


Quando è necessario rifare l'impianto elettrico?

 

Di solito, a meno che non si acquisti una casa “al grezzo", le nuove costruzioni dispongono già di impianti elettrici realizzati secondo le più recenti norme.

La necessità di dover rifare l'impianto elettrico può nascere quando si ha a che fare con una casa vecchia dove, quasi sicuramente, l'impianto non risulterà rispondente alla normativa vigente o quando lo stesso, pur a norma, risulterà usurato da fattori quali il tempo, una cattiva manutenzione o l'umidità.

 


Come rifare l'impianto elettrico: le varie soluzioni

 

Prima di rifare un impianto elettrico è essenziale elaborare un progetto sulla base di determinati elementi quali esigenze del committente, superficie e distribuzione degli ambienti da servire, posizione e numero degli elettrodomestici.

Inoltre, chi deve rifare un impianto elettrico, potrà scegliere tra diverse soluzioni alternative come un impianto elettrico esterno o incassato.

Nel primo caso la scelta sarà più economica ma meno elegante: si interverrà senza rompere muri e senza rompere pavimenti. I cavi elettrici infatti scorreranno all'interno di canaline posizionate lungo le pareti. Con un guizzo di fantasia, sarà possibile trasformare questi elementi in decori, tinteggiandoli di colore diverso rispetto ai muri oppure integrarli nel contesto dell'abitazione tinteggiandoli dello stesso colore delle pareti.

Inoltre, sarà possibile nascondere i cavi per mezzo di appositi zoccolini battiscopa passacavi o addirittura pannelli passacavi. Questo tipo di intervento richiederà poco tempo.

Nel secondo caso i costi saranno più sostenuti, ma il risultato sarà di gran lunga migliore dal punto di vista estetico. I cavi scorreranno all'interno dei muri o del pavimento, ciò richiederà interventi tecnici ben precisi, quali:

- tracciatura (si indicano lungo le pareti, i pavimenti o il soffitto, le zone dove andare a realizzare delle “tracce” per contenere i tubi);
- scanalatura (si scava in corrispondenza delle tracce);
- collocazione e muratura di cassette e scatole;
- posa dei tubi;
- muratura scanalature;
- passaggio dei cavi conduttori;
- collegamento apparecchi;
- cablaggio cassette di derivazione;
- verifica e collaudo finale;

In alcuni casi sarà possibile modificare o integrare un impianto semplicemente installando più prese o ampliando il quadro elettrico, risparmiandosi così di dover mettere mano all'intero impianto.

 


Impianto elettrico a norma: cosa significa

 

Un “impianto elettrico a norma” è in grado di garantire migliori prestazioni energetiche (maggiore risparmio a fronte di una maggiore resa) e, soprattutto, massima protezione per persone e cose.

In caso di rifacimento dell'impianto elettrico bisogna rivolgersi ad un professionista iscritto alla Camera di Commercio e con competenze certificate, il quale al termine dei lavori potrà rilasciare una “Dichiarazione di Conformità” (altrimenti detta “DICO”), con la quale si attesta che l'impianto è stato realizzato secondo le norme previste, nel rispetto del progetto, utilizzando componenti e materiali idonei.

La “DICO” dovrà essere corredata da alcuni allegati a pena di nullità, indispensabile informarsi circa le disposizioni previste nelle varie zone d'Italia.

Un impianto elettrico a norma dovrà presentare alcuni requisiti previsti dalla normativa vigente, quali dispositivi salvavita, oltre a quelli volti alla diretta protezione e messa in sicurezza di tutti i suoi componenti come, ad esempio, dei cavi sistemati all'interno dei muri o contenuti in canaline, delle prese e degli interruttori fissati alle pareti e ricoperti da apposite placche.

Ogni componente deve soddisfare le specifiche normative, dalle caratteristiche del quadro elettrico alla sezione del montante, dalla sfilabilità dei cavi alle caratteristiche dell'interruttore generale, nulla può essere lasciato al caso o improvvisato.

 


Costo impianto elettrico a punto luce

 

Quando si vuole rifare l'impianto elettrico bisogna tenere presente che i prezzi sono variabili, dipendendo dalle dimensioni dell'abitazione, dal tipo di impianto che si intende realizzare e, non ultimo, dal professionista cui ci si rivolge.

Spesso ci si imbatte in preventivi stimati "a punto luce" che rappresentano un calcolo a forfait, consigliabile perché più semplice per il professionista ma anche per il committente.

I punti luce sono i punti dai quali viene erogata l'energia elettrica, possono essere le prese, le lampade, la presa TV, ecc..

In un'abitazione di 120 mq circa, ci possono essere mediamente circa 60 - 70 punti luce con un costo a punto luce che può aggirarsi tra i 45,00 € - 50,00 €, per un ammontare di circa 3.500,00 € comprensivo di manodopera e materiali di base, a cui va ad aggiungersi spesso il costo del quadro elettrico.
Non sono compresi gli accessori quali lampade, faretti, LED, placche e nemmeno le opere di muratura.

 


Rifare l'impianto elettrico: come risparmiare?

 

Il modo migliore per risparmiare, quando si intende rifare l'impianto elettrico, consiste nel richiedere più preventivi e confrontarli: in questo modo sarà possibile individuare l'offerta migliore in relazione al rapporto fra qualità e prezzo.

Inoltre l'attuale Legge di Stabilità (legge 232 di dicembre 2016) prevede particolari agevolazioni fiscali per chi intende effettuare delle ristrutturazioni edilizie.

Rifare l'impianto elettrico rientra tra gli interventi di manutenzione straordinaria, pertanto sono previste detrazioni fiscali dal reddito irpef del 50% delle spese sostenute (per un importo massimo di 96.000,00 €). Le detrazioni verranno applicate decurtando l'imponibile irpef per cifre di pari importo distribuite su 10 anni. Per poter beneficiare di tali agevolazioni bisognerà poter dimostare tutte le spese sostenute e aver effettuato i pagamenti per mezzo dei cosiddetti “bonifici parlanti”.

Inoltre ci si potrà avvalere del'IVA agevolata del 10%, applicabile sia al costo del professionista che al costo per l'acquisto dei materiali.

 

 

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