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SENIGALLIA (AN)
Rilievo 3D laser scanner e aerofotogrammetrico, architettonico, del complesso monumentale della Rocca di Senigallia, modellazione HBIM. Il rilievo 3D e la modellazione HBIM sono stati funzionali alla realizzazione di un database condiviso tra i gruppi di lavoro scientifici che hanno sviluppato analisi tematiche sulla Rocca. Il rilievo si è svolto secondo le seguenti fasi: - progetto delle operazioni di rilievo; - inquadramento topografico; - acquisizioni laser scanner; - acquisizioni aerofotogrammetriche; - acquisizione di documentazione fotografica, video e immagini sferiche per la creazione di un videotour della Rocca. Il modello BIM fedele e completo va elaborato sulla base di un rilievo che già in partenza sia gestito sulla concezione 3D del manufatto. La 3DeFFe ha messo a punto una metodologia pratica esecutiva di acquisizione dati, elaborazione e modellazione che permette di passare direttamente dalla nuvola di punti al BIM. Questo, il rilievo completo ed esatto dell'esistente, è il primo passo fondamentale alla base di ogni processo di riqualificazione, rinnovo, progettazione, ristrutturazione. La filiera operativa della 3DeFFe fornisce un servizio professionale che utilizza le ultime tecnologie hardware (tecnologia Faro) e software atte alla acquisizione di enormi quantità di dati in breve tempo ed alla loro conversione in poind-cloud e, successivamente, in modelli 3D BIM. La nuvola di punti generata dal Laser Scanner 3D viene importata in ambiente BIM, e lavorata fino ad ottenere il modello parametrizzato. La personalizzazione dei parametri consente di perfezionare il LOD del modello (Level Of Detail), e quindi le scale di restituzione e di elaborazione dei vari prodotti, secondo quanto indicato nelle nuove norme UNI, che regolano la progettazione in ambiente BIM. L’output sarà quindi un database interrogabile, contenente non solo informazioni geometriche ma anche dettagli descrittivi sullo stato di fatto, sugli aspetti architettonici, strutturali ed impiantistici dell'oggetto, sulle fasi di "vita" futura, progettazione e manutenzione. Molto di più di una "fotografia", o di un tradizionale disegno 2D, in grado di formire informazioni soltanto "visive" e parziali dello stato dell’arte. Questa nuova tecnologia porterà alla genesi di tre modelli distinti – architettonico, strutturale ed impiantistico – necessariamente unificati nel modello globale. La nostra azienda utilizza anche il sistema di interscambio interoperabile .IFC. Dal laser scanner al BIM, dunque.... Il rilievo laser, sempre integrabile con il rilievo aerofotogrammetrico per maggiore completezza, sarà in grado di: Limitare i sopralluoghi in sito al tempo strettamente necessario alla acquisizione delle scansioni (durata minima scansione 2 minuti in riflettanza e 5 minuti con acquisizione di fotografie); Acquisire contemporaneamente dati multidisciplinari (architettonici, strutturali, di degrado e dissesto, impiantistici); Fornire gli strumenti adatti per la creazione di un modello interrogabile e navigabile dell'esistente, sempre disponibile anche ad un futuro modificarsi dei luoghi. Il rilievo laser scanner perfeziona e velocizza e il rilievo e la conoscenza dei luoghi, e la metodologia è applicabile a qualsiasi servizio di ingegneria ed architettura.
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IMPERIA (IM)
Attività di supporto alla progettazione dell'intervento di recupero ex tratto ferroviario zona Prarola (IM) e realizzazione di nuova passerella pedonale panoramica esterna alla scogliera, rilievo integrato aerofotogrammetrico e laser scanner con appoggio topografico, elaborazione piante, sezioni della scogliera e prospetti.
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GUARDIAREGIA (CB)
Si tratta di una struttura molto particolare, sia per la sua conformazione sia per il sito in cui è stato realizzato. Il viadotto è realizzato in c.a., con una lunghezza di impalcato di circa 80 m, in carreggiata singola larga 7,5m a doppio senso di marcia, che con unica campata permette l’attraversamento di un vallone nei pressi della diga sul Torrente Quirino, a monte dell’abitato di Guardiaregia, in Provincia di Campobasso. Il viadotto fu costruito su progetto dell’Ing. Morandi, ad una altezza di circa 100 m dal fondo del vallone che sovrasta. La sua struttura intelaiata ad arco è costituita da elementi in ca gettati in opera; i due archi simmetrici hanno sezione rettangolare variabile; gettata in opera è anche la soletta di impalcato in conglomerato cementizio. Dalle arcate partono 20 pilastri a T in c.a. ad andamento verticale, che collegano queste ultime con le travi dell’implacato, chiuso in sommità da una soletta in c.a. di 40cm. In direzione trasversale gli elementi principali sono collegati tra loro travi trasversali. Le fondazioni si innestano direttamente nella roccia e, a causa della loro inaccessibilità, è stato possibile rilevarne la sola parte emergente dalla vegetazione attraverso una serie di foto aeree, individuandone una geometria a forma di tronco piramidale. Data la particolare conformazione del viadotto e le peculiarità morfologiche del sito in cui esso è inserito, il rilievo ha necessariamente dovuto integrare il laser scanner terrestre con l’impiego del drone per la fotogrammetria. Il laser scanner, infatti, stazionato nell’unica zona accessibile a piedi quasi al fondo del vallone ad una distanza dall’’arcata di circa 80m, è stato impiegato per scansioni in RGB ad elevatissima densità ed accuratezza (circa 500mila punti al secondo per un totale di circa 90milioni di punti a scansione), che hanno interessato le parti della struttura rivolte verso l’esterno. La nuvola di punti così elaborata ha fornito i punti di appoggio per la successiva elaborazione fotogrammetrica delle immagini acquisite con drone. Tali immagini sono state acquisite effettuando il volo in modalità manuale, senza quindi programmazione del tracciato del drone, ravvicinate all’intera struttura, in maniera tale da ricoprire tutte le parti non raggiunte dal laser: l’intradosso dell’arcata, tutti gli elementi dell’intelaiatura in ca, i nodi, i dettagli costruttivi, gli appoggi e la conformazione del sito nei pressi degli stessi. Il tutto non solo finalizzato alla elaborazione del rilievo, ma anche alla documentazione ravvicinata della struttura. Il rilievo topografico di appoggio, infine, ha fornito un ulteriore strumento di controllo, necessario in questo caso dati gli accentuati dislivelli del sito. L’aver “portato a casa” il viadotto sotto forma di modello a nuvola di punti, fedele alla realtà, ne ha poi permesso la modellazione BIM, base per la successiva analisi del comportamento strutturale. In questa fase, la lettura della geometria degli elementi in ca, ne ha permesso la comprensione imponendo la modellazione di oggetti strutturali personalizzati, che poi sono stati trasferiti nel programma di calcolo strutturale per le verifiche di vulnerabilità.