OPERE ARTISTICHE
LE TORRI COSMICHE. Che cos’è il tempo? Perché dagli albori della nostra umanità il “semplice divenire”, la ciclicità del giorno con la notte e l’alternarsi delle stagioni hanno sempre guidato e canonizzato le nostre vite? Perché il “semplice divenire” ci ha da sempre affascinato o addirittura spaventato? Da sempre filosofi, fisici e metafisici hanno cercato di dare risposte provocatorie riguardo le nozioni più comuni di tempo, cercando spesso di contrastarlo. Eppure se solo pensassimo a quanto siamo “nulla” di fronte ad esso, se ci fermassimo ad osservare i continui cambiamenti e la bellezza infinita dello spazio sconosciuto di cui, volenti o nolenti facciamo parte, il tutto prenderebbe una forma diversa. Il “Sistema dei Parchi Europei del Tempo” è una rete europea di parchi dove il concetto di tempo nei suoi innumerevoli aspetti viene diluito con il concetto di storia e memoria collettiva, portando ad un percorso didattico-scientifico dove diventa importante anche il tema della “misura del tempo nella storia dell’uomo”. In Ciociaria ci sono tre Parchi del Tempo: Il “Coelum Speluncarum” di Veroli , “Le Torri Cosmiche” di Torrice ed il "Parco Astronomico Sothis" di Ceccano. In questi luoghi sono presenti strumenti adatti all’osservazione dei fenomeni astronomici e dedicati al rapporto tra astronomia e civiltà agricola che li valorizzano anche dal punto di vista architettonico. Coelum Speluncarum In quel mondo lontano e sommerso che si tenta di riqualificare nel parco, venivano svolte molte ritualità nei mitrei, ovvero in quei luoghi ipogei e lontani dal mondo superficiale. L’astronomia, il cielo e le sue sfere sono stati dei riferimenti fondamentali per le civiltà primitive e per le loro attività di sostentamento prevalentemente agricole. Il nome del Coelum Spelencarum di Veroli trae origine da un luogo chiamato Spelunca, che si trova negli ambienti ipogei del palazzo comunale e che si sviluppa fino al terrazzo dello stesso palazzo, rappresentando idealmente il coelum (cielo) del mitreo. Ciò che il parco vuole rappresentare è, dunque, il cielo delle grotte mitraiche dove gli uomini riproducevano in primordiali graffiti la volta celeste durante antichi riti pagani legati al mitraismo, culto praticato tra i soldati romani e dilagato grazie al suo essere una religione misterica di iniziazione. Tra i vari ed interessantissimi esempi di strumenti ed elementi architettonici presenti nel parco, quello della piramide rappresenta senza dubbio quel mix tra astronomia, astrologia e storia che tanto stuzzica l’intrigante riflessione sulla nostra esistenza legata al tempo. Nel giorno del solstizio invernale, il sole si trova nella costellazione del Sagittario. Il 22 dicembre il raggio che penetra le fenditure della piramide, posta nel Coelum Spelencarum, illumina a mezzogiorno, attraverso un sistema a riflessione di prismi e specchi il simbolo della costellazione del Sagittario, posto sulla parete limitrofa al terrazzo. Questo calendario astronomico si ispira alle teorie che riguardano la disposizione delle piramidi dell’Antico Egitto ed in particolare dei “condotti stellari” disposti nella direzione della costellazione di Orione e della stella Sirio. Proprio questa stella si annunciava con le inondazioni del Nilo e dunque regolava la vita sociale ed economica dell’antica civiltà egizia. Le Torri Cosmiche L’idea di questo progetto tematico del tempo a Torrice, nacque nel 2009 in occasione del IYA2009 indetto dall’Unesco e finanziato dalla Regione Lazio. Il nome del parco deriva proprio dalle “torri in acciaio corten” presenti, che sono dei veri e propri calendari astronomici. I raggi di sole nei periodi di solstizi ed equinozi attraversano le fenditure delle torri, illuminando delle lastre rappresentanti costellazioni e simboli zodiacali. Le costellazioni scelte rappresentano il cielo notturno nei periodi d’ingresso nelle quattro stagioni, ripresentando lo stile dell’Atlante astronomico Hevelius e riflettendo la loro posizione reale sulla sfera celeste. Questa locazione è volta per immaginare le costellazioni come riflesse in uno specchio d’acqua. Proprio l’acqua non è un elemento casuale. Ciò che viene valorizzato è, infatti, anche l’ambiente ipogeo del parco, ricco di risorse idriche sotterranee che confluiscono in superficie da alcuni punti di emergenza. Una fonte, rinvenuta scavando nel tufo, presenta delle analogie con Fontana della Grotta a Ceccano ove durante gli scavi TAV furono ritrovate delle importanti testimonianze di un santuario dedicato alla Dea Demetra, nel quale si svolgevano ritualità stagionali ed in particolare il rito del “porcellino”, durante il quale l’animale veniva sacrificato per propiziare le attività agricole. La fonte si trova ad est delle Torri e presenta una grande cavità, una “porta”, che sembra essere rivolta nella direzione in cui sorge il sole durante il solstizio d’estate. In questo periodo i raggi illuminano perfettamente il varco della fonte. I temi di acqua, luce e terra, si mescolano con le attività museali riguardanti l’agricoltura. Si promuovono anche i prodotti locali in sinergia con spazio, tempo e memoria. La luce solare viene raccolta dalle Torri e si trasforma in segnali elettromagnetici verso il cosmo. Questo è possibile grazie ad un sistema di accensione e spegnimento regolato dal codice binario ASCII e ricavato dal “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo”, portando l’opera del grande Galileo Galilei ad una trasformazione in sequenza binaria. Le vibrazioni ipoteticamente volte verso altri potenziali mondi producono poi una sorta di “sinfonia” non ripetitiva che durerà 100 anni, aspettando il 500° anniversario del Telescopio Galileiano"