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Antonio D.

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Modifica prospetto immobile: quali permessi servono?

Nel 2006, sono stati effettuati lavori per la modifica del prospetto di una casa bifamiliare adibita a casa vacanza in una zona sismica, con l'intento di aprire un portone carrabile nella porzione subalterno, sostituendo la porta d'ingresso e la finestra. Era necessario presentare una DIA o un altro documento, corredato del prospetto tecnico per il Genio Civile regionale? Inoltre, si pone la questione della prescrizione per eventuali abusi edilizi, considerando che l'ex proprietario è deceduto nel 2015 e il passaggio agli eredi è avvenuto senza successione e inventario. Grazie per eventuali chiarimenti.

Nel 2006, sono stati eseguiti lavori per modificare il prospetto di un immobile bifamiliare, utilizzato come casa vacanza in una zona sismica. Questi lavori comprendevano l'apertura di un portone carrabile nella porzione subalterno, sostituendo la porta d'ingresso e la finestra. Era obbligatorio presentare una DIA o un altro tipo di permesso, insieme al prospetto tecnico per il Genio Civile regionale? Si desidera anche comprendere se esiste una prescrizione per eventuali abusi edilizi, dato che l'ex proprietario è deceduto nel 2015 e il passaggio agli eredi è avvenuto senza la necessaria successione e inventario. Grazie per le informazioni.
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Edilnet.it
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Nel 2006 per abbattere un maschio murario portante, unire porta e finestra e creare un portone carrabile in zona sismica serviva eccome la pratica edilizia (DIA o Permesso di Costruire) con tanto di progetto strutturale, cerchiatura e deposito/autorizzazione al Genio Civile. L'abuso edilizio a livello penale si prescrive (e comunque si estingue con la morte del vecchio proprietario), ma l'illecito amministrativo non si prescrive mai: l'immobile oggi è formalmente abusivo e non commerciabile, quindi l'ordine di ripristino o la sanzione ricadono per legge sugli eredi attuali. Dovete far verificare l'immobile da un tecnico per capire se le opere rispettano le norme tecniche e fare una sanatoria (accertamento di conformità/SCIA in sanatoria con deposito strutturale in sanatoria al Genio Civile), oltre a sbloccare prima di tutto la successione, altrimenti quell'immobile non potrete mai né venderlo né metterlo a norma.
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Serra Antonello
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Sottoscrivo pienamente la risposta già data da Edilnet, ossia:

- Progetto strutturale all'interno della pratica edilizia ed eventuale pratica paesaggistica era dovuto. Non averlo fatto implica abuso edilizio, il che a sua volta implica reato per chi l'ha commesso e stato di difformità urbanistica permanente per l'immobile, da sanare dopo tanto lavoro tecnico.

- Il punto di partenza è fare la successione, individuare i proprietari, fare le volture, aggiornare catasto ecc. e solo dopo iniziare ad impostare tutte le pratiche tecniche e progettuali che devono vedere i proprietari conferire incarico al tecnico che dovrà lavorare su questa pratica.
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Serra Antonello
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Buongiorno ancora. L'accesso agli atti non è una azione che lei deve attendere da parte del responsabile dell'ufficio del comune che ne se occupa. Deve essere lei stesso, o, meglio ancora, un tecnico da lei incarico ed al quale ha firmato una delega per accesso agli atti, che inoltra la richiesta di accesso agli atti. Il comune ha tempo 30 giorni per fornire tutti i documenti richiesti.
A parte questo, si, quello cui siete di fronte è un abuso edilizio, ed anche dei più pericolosi perché è stato demolito un maschio murario, ossia una parte portante, che ha sempre retto la sua parte di carico. Chi lo ha demolito ha fatto la sua scommessa, per adesso andata a buon fine, ma se il foro risultante non fosse stato adeguatamente armato, siete adesso responsabili quali proprietari, di una situazione che non è molto diversa da una bomba ad orologeria della quale non avete la lettura dell'orario. Al posto suo e vostro, io darei incarico domani per accesso agli atti e progettazione conseguente.
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Serra Antonello
Serra Antonello PRO
Buongiorno, negli interventi edilizi, da diverso tempo, in tutta Italia:
- la verifica del rispetto delle prescrizioni di legge, in ogni categoria in cui sia necessario, sismica compresa, è onere in capo esclusivamente al committente, ed in ogni caso la responsabilità passa poi al proprietario. Ossia, se tanti anni fa qualcuno ha portato a termine un intervento strutturale senza fare calcoli strutturali, per capirci, ne risponde il committente del tempo, per il reato eventuale. Se oggi dovesse crollare una parte ed in questo evento vengono cagionate lesioni gravi o gravissime a terzi, ne risponde il proprietario odierno, che se chiamato in causa, potrà poi a sua volta chiamare in causa l'antico committente.
- Quindi: il reato è compiuto dal committente del tempo, la difformità urbanistica è permanente, la responsabilità è del proprietario. L'ufficio tecnico al più potrebbe essere portato in causa, in caso di procedimento giudiziario, per omessa vigilanza, ma dovrebbe risponderne il responsabile al tempo dell'intervento, se ancora in vita, altrimenti l'assicurazione dell'Ente.

Personalmente ritengo che questi aspetti non siano più sottostimabili, perché mi aspetto che tutti questi aspetti "grigi", siano a breve setacciati a tappetto con agenti IA specifici, perché ormai gli uffici tecnici hanno quasi ovunque completato la scansione degli antichi originali cartacei dei progetti. La velocità di controllo e la severità delle sanzioni sarà una scelta politica.
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Antonio D.
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Allora, grazie per le delucidazioni del caso. In primis, l'ex proprietario è deceduto già nel 2015 senza che gli eredi facessero la pratica di successione e la voltura catastale, ma, in assenza di inventario, sono considerati ex lege come comproprietari del subalterno!

Il maggior problema è che sono sempre in attesa di accedere a tutti gli atti da parte del responsabile comunale, per accertare se effettivamente vi sia la DIA, soprattutto con il relativo progetto al Genio Civile (la regione essendo in zona sismica), ecc.

Ma mi sa che effettivamente qui mi trovo in presenza di un abuso edilizio e urbanistico che i coeredi dovranno sanare.

Concludendo, sono oggi in stand-by. A+
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Antonio D.
Antonio D.
Grazie ancora per i chiarimenti, utili.

Giusto per precisare: la mia formulazione precedente non era del tutto chiara — in realtà le istanze di accesso agli atti sono già state formalmente presentate da tempo (sia al Comune che al Genio Civile), con tanto di protocollo e termini di legge in corso. Non sto quindi "aspettando" passivamente, semplicemente i termini amministrativi non sono ancora scaduti.

Sul punto tecnico (maschio murario/rischio strutturale), lo prendo come un'ipotesi seria da tenere in considerazione — resta comunque da verificare con certezza tramite sopralluogo tecnico, cosa che spero arrivi a breve tramite le vie già attivate.

Grazie ancora per il tempo dedicato.
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Antonio D.
Antonio D.
Buonasera riattivo la discussione in narrativa per aggiornare dell'assenza di deposito sismico (Genio Civile): con una nota formale rilasciata in data odierna la Regione – Servizio Genio Civile mi ha certificato che non risultava depositato alcun progetto o nulla-osta sismico/strutturale per l'immobile in oggetto per i lavori dell'anno 2006 x cui quell'esecuzione di opere strutturali su muratura portante in zona sismica in assenza di preventivo deposito al Genio Civile costituisce SI reato sismico a condotta permanente, rendendo altresì del tutto inefficace e nulla qualsiasi ipotetica ed eventuale dichiarazione amministrativa (DIA) ? ma partendo del presupposto che trattasi effettivamente di un muro perimetrale (muro d'ambito) in muratura tradizionale (muratura portante), essenziale per la stabilità complessiva dell'edificio (il che presumo nelle vecchie costruzioni) ma che nessun ha confermato in assenza di sopraluogo tecnico e premetto che Il Responsabile dell'Ufficio Tecnico del Comune ha indebitamente omesso di compiere gli atti del suo ufficio e di rispondere per esporne le ragioni entro il termine legale 30 dalle mie richieste formali PEC inoltrate dall'esponente, in violazione anche degli obblighi previsti dalla L. 241/90 GRAZIE
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Antonio D.
Antonio D.
Salve,
Ringrazio per le delucidazioni.
Tenga presente che, residente all'estero, non sempre sia producibile fare rispettare tutte le normative sia legali che amm.vi, purtroppo.
Riguardo il responsabile comunale, non posso fare più di tanto quando la mia istanza di accesso era stata inoltrata PEC, silenzio assenso seguito poi dal ricorso al potere sostitutivo, anch'esso senz'esito: nulla mi sono rassegnato quindi ad inviare un'ultima diffida formale prima dell'esposto penale x omissione atti d'ufficio :( - mi dispiace constatare che per il sopralluogo, l'ordinanza, il ripristino eventuale, ecc. rimane interamente dipendente dal circuito amministrativo con i suoi limiti e il suo possibile epilogo (TAR + avvocato, qualora un giorno si scelga questa strada). Buona giornata. Saluti.
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Antonio D.
Antonio D.
Salve, aggiorno esposto penale per omissione atti d'ufficio. Comunque, inoltro alla procura competente, sapendo che non avrà sicuramente nessun effetto e sapendo pure che per forzare un'eventuale sopralluogo su quello manifesto abuso edilizio dovrò ricorrere per forza al TAR. Non c'è nessuna tutela che possa obbligare un comune italiano a rispettare le norme urbanistiche ed edilizie, a differenza di altri paesi. Saluti.
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Serra Antonello
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Buongiorno, se va per vie legali, chieda anche i danni, visto che c'è.
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Antonio D.
Antonio D.
Salve, e non adire le vie legali per obbligare il comune a vigilare. Spiace, ma non per lo sottoscritto. Poi rimane un pensiero personale.
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