Ristrutturare casa, guida completa



ristrutturare casa


La ristrutturazione della casa è un’operazione complessa che, qualora non venga eseguita con attenzione, potrebbe portare grandi problemi e diventare un’odissea per i proprietari di casa. Magari ti sarà capitato di aver sentito dire da un amico che da quando ha deciso di ristrutturare casa la sua vita è diventata un inferno!

Non preoccuparti, seguendo i consigli giusti riuscirai ad ottenere un lavoro ottimale ed anche tu potrai avere una di quelle magnifiche case da sogno che fanno bella mostra di sè nelle riviste specializzate!
Sappiamo bene che le case ristrutturate aumentano tantissimo il loro valore e sia che tu decida di effettuare i lavori di ristrutturazione per rivendere poi l’immobile o che tu voglia semplicemente rinnovare e dare una nuova luce alla casa in cui vivi, in entrambi i casi sarà sicuramente un ottimo investimento.

Molte volte avremmo voluto invitare amici a cena e dare sfogo alla nostra arte culinaria, ma il pensiero di doverli ospitare in casa, ci ha un po’ bloccati e ci ha fatto rimandare la serata. Avere una casa bella e accogliente migliorerà sicuramente il tuo stile di vita.
E’ importante capire come ristrutturare casa, quali interventi andare a compiere, senza commettere errori, basandosi innanzitutto sul budget a disposizione e cercando di soddisfare i bisogni e le esigenze di chi vi abita.




QUANTO COSTA RISTRUTTURARE CASA

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La prima domanda in assoluto che ci si pone quando si decide di rinnovare è quale sia il costo per ristrutturare casa completamente. E’ bene farsi un’idea fin dal principio, per capire a che genere di spesa si va incontro e soprattutto se possiamo permetterci di effettuare tutti i lavori che vorremmo. Non è ovviamente possibile dare una cifra precisa del prezzo, ma possiamo comunque cercare di effettuare il calcolo del costo per ristrutturazione di casa, seppur indicativamente.


Ma che cos’è un intervento di ristrutturazione edilizia esattamente? E’ il rifacimento di un immobile che già esiste e che sarà modificato in una determinata maniera. Riguardo ai lavori da compiere, essi non fanno parte della manutenzione ordinaria nè di quella straordinaria e verrano prese le decisioni che si sposano meglio con i gusti del proprietario. Innanzitutto è bene distinguere tra una ristrutturazione parziale ed una ristrutturazione totale.


• Nel primo caso non s’intende un rifacimento completo dell’immobile, ma gli interventi da effettuare riguarderanno solo alcune parti. Essi saranno mirati ad una o ad alcune stanze della casa, magari solo la cucina o il bagno, oppure riguarderanno un particolare elemento, ad esempio quando si decide di pitturare casa.
• Una ristrutturazione completa comprende tutti gli interventi, a partire dalla demolizione fino alla ricostruzione, dove vengano però conservate le stesse metrature del vecchio immobile e non ci sia un aumento dei volumi.


Si evince facilmente che i costi per ristrutturare casa completamente saranno maggiori ed anche la durata dei lavori sarà più estesa.
Un elemento importante da tenere in considerazione nel calcolo del costo di ristrutturazione, è la località in cui è situato l’immobile. Ristrutturare una casa a Milano o Roma costerà sicuramente di più che ristrutturare una casa dalle stesse caratteristiche a Bari. Questo perché il prezzo medio di ristrutturazione nel nord Italia rispetto al sud è più elevato.


Altro elemento che andrà ad influire sul preventivo di spesa è senza dubbio la qualità dei materiali scelti. Sappiamo benissimo che esistono tipologie di parquet che costano circa 30 € al mq, ma che ve ne sono altre che partono da 150 € al mq. Dunque è importante fin da subito avere le idee chiare su quale soluzione sia la più adatta alla propria casa.
Indicativamente, in media possiamo dire che ristrutturare casa vi costerà dai 400 € agli 800 € al mq. E’ sottinteso che per ristrutturazioni di lusso si può arrivare a spendere cifre molto più alte...qualora il tuo portafoglio lo permetta!


C’è soltanto un modo per riuscire a risparmiare! L’unica maniera è richiedere più preventivi alle ditte specializzate della tua zona, cosicché possa confrontare più offerte.
Gli esperti effettueranno un sopralluogo e potranno così proporti il loro preventivo. Bada bene che sopralluogo e preventivo siano completamente gratuiti ed ovviamente senza impegno! Alla fine avrai modo di comparare i preventivi e scegliere quello che maggiormente risponde alle tue esigenze.




DETRAZIONI FISCALI RISTRUTTURAZIONI

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Abbiamo visto quali siano mediamente i costi per ristrutturare casa, ma c’è una buona notizia: alla spesa preventivata si andrà poi a detrarre la somma relativa alle agevolazioni fiscali. Esistono infatti delle detrazioni fiscali previste per le ristrutturazioni edilizie. Ma che cosa occorre fare per poter approfittare delle detrazioni per ristrutturazione?


Innanzitutto è bene ricordare che la legge di stabilità consente di usufruire degli incentivi per le ristrutturazioni e per l’efficienza energetica. Ti starai chiedendo: ma tutto ciò è ancora valido? Si! Perché la detrazione prevista dalla legge di stabilità è stata prorogata fino al 31 dicembre 2016.


Vediamo dunque nel dettaglio per una maggiore chiarezza. Secondo la legge di stabilità le detrazioni fiscali riguardano:


• La riqualificazione energetica, per cui si ha un bonus energia del 65%
• L’adeguamento antisismico, con una detrazione del 65%
• La ristrutturazione edilizia, con un incentivo del 50%
• L’acquisto dei mobili, con il bonus mobili del 50%


Altra agevolazione fiscale da non sottovalutare è quella sull’imposta sul valore aggiunto. Per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e di recupero edilizio su immobili a prevalente destinzione privata, si ha l’iva agevolata 10 %. Inoltre per i lavori di ristrutturazione edilizia si può godere della detrazione irpef pari al 36%.


Ma che cosa bisogna fare materialmente per non perdere il diritto all’agevolazione?


Semplicemente si deve effettuare il pagamento tramite un bonifico parlante. Questo particolare bonifico per ristrutturazione si differenzia da un bonifico classico per la causale. La causale del bonifico non deve assolutamente essere errata, pena la perdita della detrazione. Devi introdurre esattamente il riferimento normativo che può essere:
• La legge 296 del 2006 per la detrazione al 65%
• L’art. 16-bis DPR 917/1986 per le detrazioni al 50% ed al 36%
Oltre alla norma è bene anche indicare il riferimento della fattura. Non dimenticare che colui che effettua il bonifico deve essere la stessa persona a cui è intestata la fattura della ristrutturazione edile e deve anche indicare il proprio codice fiscale. Qualora l’immobile appartenga a più proprietari, ciascuno di essi dovrà comparire con nome e codice fiscale. Ugualmente la ditta beneficiaria del bonifico dovrà essere presente, indicando la partita iva.
Esistono delle agevolazioni prima casa. Qualora infatti vogliate eseguire un ampliamento della prima casa, avrete l’iva al 4%. Ne avrete diritto nel caso in cui i nuovi locali non vadano a costituire una nuova unità abitativa e le modifiche apportate non dovranno far passare l’immobile alla categoria case di lusso.




RISTRUTTURARE CASA, IL MUTUO RISTRUTTURAZIONE

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Abbiamo quindi appurato che è davvero conveniente approfittare delle agevolazioni fiscali per ristrutturare casa. L’immobile infatti aumenterà di molto il proprio valore e nel momento in cui deciderete di rivenderlo il guadagno sarà ben più consistente.
La crisi che ha colpito il nostro paese ha però diminuito la disponibilità economica delle famiglie italiane. Che fare dunque per poter approfittare degli incentivi fiscali qualora non si disponga della cifra necessaria per effettuare la ristrutturazione edilizia? Semplice, optare per un mutuo.


Esitono differenti tipologie di mutuo, quindi occorre scegliere la soluzione che più si sposi con le tue esigenze.

I mutuo sono:
• A tasso variabile
• A tasso fisso


Quale scegliere? Il tasso fisso ha un costo maggiore, poiché si ha la certezza di ciò che si andrà a pagare per ciascuna rata, senza sgradevoli sorprese. Il tasso variabile ha un costo minore al momento della stipula, ma nel corso del tempo esso potrebbe crescere improvvisamente creando non pochi problemi.
Vi è però una terza soluzione, una sorta di compromesso. Scegliere un mutuo a tasso variabile, ma che abbia comunque una rata fissa. Ciò che in questo caso non sarebbe fisso è la durata. In questo modo andresti a godere di un costo più basso, essendo il tasso variabile, senza avere l’incubo di trovarti improvvisamente ad affrontare una rata troppo alta. Qualora il tasso aumentasse continueresti a pagare la stessa rata, ma per un periodo più lungo.


Al giorno d’oggi si possono ottenere mutui online, comodamente da casa. Si ha la possibilità di effettuare il calcolo rata mutuo e sapere già da subito a quanto ammonterebbe il nostro mutuo. Ovviamente esiste una concorrenza spietata tra le banche che propongono i loro prodotti ed è quindi consigliabile confrontare mutui, così da poter comparare più offerte.


Per quanto concerne i mutui, c’è una cosa che è importante sapere. Con la legge Bersani del 2007 si introduce la possibilità di effettuare la surroga mutuo. Di cosa si tratta? In sostanza è possibile trasferire a costo zero il proprio mutuo da un istituto bancario ad un altro. Con la surrogazione si possono cambiare durata e tasso senza modificare l’importo residuo. Conveniente no?


Se stai pensando di accendere un mutuo per ristrutturare casa ti aiutiamo a capire il da farsi. Oltre al documento di riconoscimento, occorre presentare dei documenti relativi ai lavori che saranno eseguiti, accompagnati dai progetti. Devi inoltre allegare tutta la documentazione riguardante l’immobile.


Il mutuo può essere richiesto dal proprietario dell’immobile e copre fino al 70% della spesa complessiva. Se l’ammontare non è molto elevato verrà erogato in una volta, mentre qualora fosse una cifra più consistente, potrebbe essere erogato in più volte con il SAL (stato avanzamento dei lavori).
Il consiglio comunque è di confrontare sempre prima più preventivi e valutare diversi mutui, così da evitare di commettere errori.




COME ORGANIZZARE UN MATRIMONIO

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Al giorno d’oggi sappiamo bene quanto costi organizzare un matrimonio, i vestiti da sposa hanno prezzi esorbitanti, per non parlare delle decorazioni floreali, della luna di miele, del pranzo e così via. Di conseguenza la coppia che sta già affrontando questa spesa baderà ad effetture la ristrutturazione dell’immobile cercando di risparmiare. Un’idea potrebbe essere il fai da te.


Il matrimonio molte volte è l’occasione in cui si decide di ristrutturare casa, per poter iniziare la vita insieme in una casa accogliente e che rispecchi lo stile di vita dei due coniugi. Il matrimonio è una scelta importante per una coppia, è la scelta con la s maiuscola, quella che cambia tutte le cose e trasforma un rapporto in una relazione stabile, con la promessa di trascorrere tutta la vita insieme. Il matrimonio è il grande passo e dopo le nozze i due sposi dovranno condividere tutto, in primis il loro nido d’amore!


Per questo la ristrutturazione di casa prima di sposarsi è un’operazione che deve essere compiuta con la massima attenzione, poiché la casa appunto dovrà rispondere alle esigenze di entrambi ed essere progettata in base alle abitudini della coppia.


Sia per lo sposo che per la sposa, il periodo prima del matrimonio sarà davvero frenetico e la ristrutturazione della casa dovrà essere progettata ed avviata con il dovuto anticipo per non rischiare di non fare tutto in tempo e di trovarsi alla fine a correre come pazzi per terminare i preparativi!


Per prevenire questa spiacevole situazione, che si verifica molto più spesso di quanto si pensi, è bene che la ditta che effettuerà i lavori di ristrutturazione edilizia abbia incluso nel preventivo la data di fine lavori e che inoltre sia prevista una penale nel caso in cui questa scadenza non sia rispettata.
L’importante, nel caso in cui si decida d’intraprendere la via del fai da te, è calcolare bene la tempistica poiché ovviamente una ristrutturazione fai da te necessita di tempi più lunghi.
Per spendere il meno possibile, la prima cosa da fare è cercare qualcosa che si possa salvare, magari il pavimento non è poi così rovinato oppure un mobile potrebbe essere rinnovato, magari con una bella riverniciata. Per quanto possibile è bene dare una nuova vita a ciò che già si possiede.


Qualora sia un tantino pratico, potrai occuparti tu stesso dei lavori. Magari chiedi aiuto ad un amico pratico e volenteroso che abbia voglia di darti una mano! In rete esistono tantissimi tutorial sui vari lavori che si devono effettuare per una ristrutturazione edilizia, su come pitturare casa, sull’idraulica, la falegnameria, etc. Dunque non ti resta che rimboccarti le maniche e darti da fare!


Per risparmiare sui materiali è consigliabile chiedere dei preventivi online da confrontare. Magari ci sono dei produttori che hanno rimanenze di magazzino e le vendono a prezzi stracciati! Bisogna scovare i prezzi più bassi comparando più offerte. Inoltre potresti scaricarti un’applicazione trova prezzi per migliorare la tua ricerca.
Nel caso in cui non ti senta in grado di effettuare tutta la ristrutturazione edilizia da solo, potresti prendere in considerazione l’idea di dedicarti al fai da te per alcuni lavori e lasciare fare ad un esperto gli interventi che a te risultano più ostici. Avresti comunque un buon risparmio!




QUALI SONO LE FASI DI UNA RISTRUTTURAZIONE?

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Il pensiero di ristrutturare casa può essere davvero stimolante! Dare libero sfogo alle proprie idee e trasformare un immobile secondo i propri gusti è sicuramente esaltante, ma occorre rimanere con i piedi per terra, cercando di capire come sia meglio agire per non commettere errori.
Il primo passo è sicuramente fare mente locale e riflettere su ciò che vorremmo ottenere. Analizzare le proprie esigenze ed i bisogni che vogliamo soddisfare è senza dubbio un’operazione da non trascurare. Chi vivrà nella casa da ristrutturare? Sicuramente due giovani sposi non avranno le stesse necessità di una famiglia con quattro figli o di un ragazzo single!


Dopo esserti schiarito le idee puoi passare alla scelta dell’impresa edile.
Innanzitutto la ditta dovrà effettuare un sopralluogo per valutare con attenzione lo stato dell’immobile e riuscire a fornire un preventivo dettagliato. E’ sempre consigliabile non fermarsi al primo preventivo, ma riceverne più di uno così da poter confrontare più offerte e scegliere la soluzione ideale.
Sappiamo bene che ricevere più professionisti in casa è un po’ fastidioso e porta via molto tempo, ma il sopralluogo è fondamentale, poiché un preventivo fatto senza aver visto l’immobile dal vivo non sarà sicuramente preciso, al contrario darà una previsione di spesa puramente sommaria.
La scelta dell’impresa edile e del preventivo sarà condizionata senza ombra di dubbio da un elemento non trascurabile: il budget che hai a disposizione! Calcola fin da subito l’ammontare esatto di denaro che avrai la possibilità d’investire per la ristrutturazione e valuta i preventivi alla luce di questo. Tieni conto anche del fatto che il budget dovrà coprire tutti i lavori ed anche eventuali ulteriori spese inaspettate che potrebbero presentarsi in corso d’opera.


A questo punto si può dare inizio alla ristrutturazione. Abbiamo tre fasi fondamentali:
1. Realizzazione del progetto casa e consegna della documentazione necessaria al comune di residenza
2. Svolgimento dei lavori di ristrutturazione
3. Fase di fine lavori
La prima fase comincia con la redazione del progetto casa. Questo deve essere completo di tutte le opere da realizzare ed occorre che sia elaborato da un tecnico abilitato. Inizia così la noiosa parte burocratica. Puoi affidarti ad un esperto che ti indicherà quali siano le pratiche da consegnare oppure in alternativa puoi chiedere in comune e ti saranno date tutte le indicazioni di cui hai bisogno.
La seconda fase consiste nell’esecuzione dei lavori. In linea di massima gli elementi principali di una ristrutturazione sono:
• Demolizione
• Divisione degli interni
• Impianti
• Intonaci
• Massetti
• Pavimenti
• Infissi
• Pittura
• Arredo
Ovviamente non è detto che in una ristrutturazione tutti gli elementi vengano rinnovati.
Nella terza ed ultima fase si ha il riaccatastamento (solo nel caso in cui cambi la consistenza dell’immobile) e la redazione della documentazione di fine lavori.




PERMESSI PER RISTRUTTURARE CASA

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In Italia non è assolutamente facile districarsi nella burocrazia, andiamo perciò a capire come bisogna comportarsi quando si vuole iniziare una ristrutturazione edilizia, rispettando la normativa, quali sono cioè gli adempimenti in merito.
Innanzitutto c’è da chiarire che non tutte le ristrutturazioni sono uguali! Ciò significa che a seconda del tipo di interventi previsti vi sono differenti documenti da presentare prima di cominciare i lavori.
Per alcuni lavori ci sarà bisogno della SCIA (segnalazione certificata di inizio attività), per altri della CIL (comunicazione di inizio lavori), per altri ancora della CILA (comunicazione di inizio lavori asseverata) ed infine per certi altri del permesso di costruire.
Andiamo con ordine, analizzandoli uno ad uno.
1) La scia è la segnalazione certificata d’inizio attività. I lavori per cui essa è richiesta sono:
Opere di manutenzione straordinaria anche con intervento sulle parti strutturali, con aumento delle unità immobiliari e dei parametri urbanistici
Restauro e risanamento conservativo
Ristrutturazione edilizia leggera, cioé senza modifiche di volume, sagoma, prospetti e superfici e senza cambiare la destinazione d’uso.
Per presentare la scia all’ufficio tecnico del comune c’è bisogno di un tecnico abilitato che, oltre ad essa, consegni anche i moduli rilasciati dall’ufficio tecnico, le attestazioni tecniche e gli elaborati progettuali, oltre che la ricevuta di pagamento.
La scia da la possibilità di cominciare subito i lavori, il giorno stesso in cui viene presentata. Non vi è dunque un ruolo di autorizzazione da parte della pubblica amministrazione, ma soltanto di controllo.
Quest’ultima ha 60 giorni di tempo per interrompere i lavori, qualora dal controllo si evinca una qualche irregolarità. Passati i 60 giorni conserverà comunque il diritto a bloccare in qualsiasi momento i lavori, nel caso in cui si verifichino situazioni di pericolo per la sicurezza, per l’ambiente, per il patrimonio artistico e culturale o per la salute.


2) La cil è la comunicazione d’inizio lavori. Essa è richiesta per i lavori di manutenzione straordinaria, che non alterino volumi e superfici delle unità immobiliari e che non cambino la destinazione d’uso.
La cil non deve essere presentata da un tecnico abilitato ed è possibile iniziare i lavori il giorno stesso in cui viene consegnata. Tra gli interventi che è possibile eseguire con la cil ricordiamo l’installazione di pannelli solari, fotovoltaici e termici e la pavimentazione di spazi esterni.


3) La cila è la comunicazione di inizio lavori asseverata. I lavori per cui è richiesta sono quelli di manutenzione straordinaria, che non richiedano intervento sulle aree strutturali dell’edificio.
Essa deve essere presentata da un tecnico abilitato all’ufficio tecnico del comune. Anche in questo caso come per il cil, i lavori possono iniziare immediatamente. L’asseverazione è una sorta di certificazione, con la quale si da valore legale ad un documento.


4) Il permesso di costruire deve essere presentato all’ufficio tecnico in comune dal proprietario dell’immobile, accompagnato da una dichiarazione redatta da un tecnico abilitato, dal progetto e da alcuni altri documenti richiesti dal comune. E’ bene informarsi precedentemente nell’ufficio di competenza.
Il permesso di costruire è richiesto per lavori di ristrutturazione edilizia, che comportino l’aumento delle unità immobiliari, la modifica di volume, sagoma, prospetti o superfici oppure il cambio di destinazione d’uso. I lavori devono iniziare entro un anno dal rilascio e non posso terminare oltre i tre anni. Se allo scadere gli interventi non sono terminati occorre ripresentare la domanda. Per questo documento vige il silenzio assenso, se entro 60 giorni non vengono interrotti i lavori il permesso di costruire si considera accordato.


Per gli interventi di manutenzione ordinaria non viene richiesto alcun permesso, ma esistono delle differenze tra comune e comune, dunque è bene informarsi all’ufficio competente.




DEMOLIZIONE CASA, QUANTO COSTA

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La ristrutturazione edilizia comprende anche l’intervento di demolizione, che è in sostanza l’abbattimento di edifici o di altre strutture. Ovviamente nella ristrutturazione ad essa seguirà una ricostruzione. Se sei indeciso e non sai se ti conviene effettuare la demolizione, possiamo aiutarti a decidere cercando di capire quanto costa demolire una casa.


Iniziamo subito con il precisare che nel caso in cui si tratti di demolire un intero immobile verrà utilizzata un’attrezzatura differente rispetto a quella che viene usata normalmente per la demolizione relativa solo ad alcune parti della casa.
Per la demolizione dell’intero edificio solitamente il costo di demolizione si calcola in base ai MC di macerie e si aggira intorno a 25-30 € al metro cubo. Nel caso in cui invece si vogliano demolire solo parti di casa la questione è differente.

La demolizione verrà effettuata con mezzi meccanici ed in parte anche manualmente, per questo il costo cambia in base a ciò che nello specifico deve essere abbattuto. Per capirci, la demolizione di una parete in mattoni non ha lo stesso prezzo della demolizione di un rivestimento in ceramica.
Bisogna inoltre tenere presente che si dovrà affrontare anche la spesa per il trasporto a discarica delle macerie ed il relativo smaltimento.




COSTRUZIONE DEI MURI DI DIVISIONE, I TRAMEZZI

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Effettuata la demolizione, la prima operazione che viene compiuta in una ristrutturazione edilizia è la costruzione dei tramezzi. Il tramezzo è in sostanza un divisorio con cui gli spazi interni vengono suddivisi in vani. Abbiamo così la creazione dei vari ambienti, che sicuramente sarà stata studiata precedentemente e inserita nel progetto casa.


I tramezzi dunque vanno a separare quelle che poi saranno le stanze della casa e la soluzione scelta sarà quella che più si sposa con le esigenze degli abitanti della casa.
Generalmente il tramezzo, che non è un muro portante, viene realizzato con mattoni forati, ma meno frequentemente vengono utilizzati anche altri materiali, a seconda del risultato che si vuole ottenere. Ad esempio per ottenere un buon isolamento acustico tra una stanza e l’altra, viene utilizzato un materiale che sia fonoisolante, come ad esempio il sughero o il polistirene, e viene introdotto negli spazi vuoti.


Il tramezzo ha uno spessore di 8 cm allo stato grezzo, mentre con la pittura arriva a 10 cm. Al suo interno è possibile inserire degli impianti, come ad esempio quello elettrico oppure farvi passare degli elementi dell’impianto idraulico.




IMPIANTI, INSTALLAZIONE E COSTI

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Quando si va ad effettuare una ristrutturazione edilizia un elemento di grande importanza è il rifacimento degli impianti. Gli impianti devono essere realizzati qualora quelli esistenti siano obsoleti e non a norma. Questo aspetto è fondamentale poiché un impianto non a norma diviene un pericolo per la sicurezza delle persone che vivono nella casa.


1. Generalmente il primo ad essere installato è l’impianto idraulico. L’impianto idraulico ha in sostanza tre funzioni:


• Approvvigionamento dell’acqua
• Distribuzione di acqua calda e fredda nei locali della casa
• Smaltimento di acque chiare e scure
Esso deve essere allacciato all’acquedotto e collegato alla fognatura. In ogni impianto idraulico viene posto un rubinetto collegato al contatore, dove è possibile visionare la quantità di acqua consumata. Tramite il rubinetto è possibile chiudere totalmente l’impianto di casa.


Nella maggior parte dei casi l’acqua arriva direttamente dalla rete idrica a casa, ma a volte, in determinate località ciò non è possibile, si ricorre così all’autoclave. Questo tipo d’impianto è costituito da un serbatoio di accumulo, una pompa elettrica ed un contenitore contenente una camera d’aria ed esso serve appunto per far giungere l’acqua anche in posti molto elevati.
Nella fase di smaltimento devono esservi due differenti scarichi: uno per le acque chiare ed uno per quelle scure. Questo è di fondamentale importanza! Le acque chiare infatti sono quelle ‘pulite’, mentre quelle scure provengono da lavatrice, doccia, wc, etc, dunque è chiaro quanto sia importante separarle.


2. L’impianto elettrico è un elemento che qualora sia molto datato o malfunzionante non potrà essere riparato, ma dovrà essere sostituito per salvaguardare la salute di chi vive in casa. Innanzitutto è bene precisare che l’installazione impianto elettrico deve essere eseguita da un elettricista rispettando la normativa vigente CEI (COMITATO ELETTRONICO ITALIANO) e che questo è un campo in cui non è possibile attuare il fai da te.
L’impianto elettrico comprende tutto ciò che serve per trasmissione ed uso di energia elettrica. Esso cambierà in base alla grandezza della casa.
Per quanto riguarda la potenza elettrica sarà il privato a decidere se ottenere dall’azienda elettrica una potenza di 3kW oppure di 6 kW. Queste sono le potenze standard, poi vi sono gestori che permettono anche 1,5 Kw e 4,5 kW. Normalmente per decidere la potenza elettrica ci si basa sulle dimensioni della propria casa e sui bisogni in termini di energia a cui si deve dare risposta.


Innanzitutto l’elettricista deve redigere un documento fondamentale: lo schema elettrico, che illustra graficamente tutte le componenti dell’impianto.
Ogni impianto elettrico civile deve comprendere due circuiti: uno da 16 ampere per le prese ed uno da 10 ampere per le luci. L’impianto elettrico può essere incassato o esterno. Nel primo caso l’elettricista dovrà aprire tracce nel muro, nei punti in cui dovranno passare i fili dell’impianto, mentre nel secondo caso i fili passeranno all’esterno dei muri e saranno nascosti al di sotto di canaline.


Ovviamente se stai cercando di terminare i lavori nel minor tempo possibile poiché magari devi sposarti ed hai una certa fretta, allora ti consiglio di optare per un impianto elettrico esterno, meno elegante, ma di ben più rapida installazione. Qualora invece abbia più tempo a disposizione ed anche un budget un po’ meno ristretto, è preferibile l’impianto elettrico incassato.
Alla fine dei lavori l’elettricista rilascerà la dichiarazione di conformità, questa certificazione attesta che l’impianto è stato eseguito rispettando la normativa vigente.
Il costo dell’impianto elettrico varia in base al tipo d’impianto. Sicuramente un impianto elettrico esterno avrà un prezzo inferiore ad uno ad incasso. In generale possiamo indicare che il prezzo di ogni punto luce è di circa 50 €, dunque conoscendo i metri di cui dispone la nostra casa, possiamo farci un’idea sommaria di quale sarà la spesa.


3. Il riscaldamento della casa è un elemento importantissimo nella ristrutturazione edilizia a cui prestare grande attenzione, poiché esistono diverse tipologie di impianti e bisogna trovare quella più adatta alle proprie esigenze.
Se ti stai chiedendo quale sia l’impianto di riscaldamento migliore sappi che una risposta non c’è! Questo per dire che ognuno di essi ha dei vantaggi e degli svantaggi, quindi non si può far altro che decidere in base ai propri gusti ed ai propri bisogni. Certamente la scelta giusta porterà benefici economici e la bolletta diventerà più leggera.


Andiamo a vedere quali sono i principali sistemi di riscaldamento:
• Riscaldamento a gas
• Riscaldamento elettrico
• Riscaldamento a pavimento
• Riscaldamento a battiscopa
• Riscaldamento a soffitto
L’elemento principale dell’impianto a gas è la caldaia poiché è li che avviene la combustione del gas che serve a riscaldare l’acqua che permette di riscaldare l’acqua che poi, passando per le tubature, arriverà ai radiatori. In poche parole nella caldaia avviene quindi la produzione di calore e l’acqua riscaldata verrà poi distribuita in tutte le stanze della casa.
La domanda che spesso ci si pone è se sia meglio installare una caldaia a condensazione o tradizionale. Vediamo di capirci qualcosa!
La sostanziale differenza tra la caldaia a condensazione e quella tradizionale è che la prima consente di utilizzare anche il calore dei fumi di scarico prodotto dalla combustione per il riscaldamento dell’acqua. Di conseguenza con la stessa quantità di gas si ha un rendimento energetico maggiore e quindi un gran risparmio energetico ed economico.
La caldaia a condensazione ha però uno svantaggio: il prezzo. Essa infatti ha un costo maggiore della caldaia tradizionale. Ora il punto è: ne vale la pena? Dipende! Conviene spendere qualcosa in più per installarla se si tratta di una casa abitata tutto l’anno, o comunque per lunghi periodi e qualora sia un immobile bello grande. Questo per recuperare in breve tempo l’investimento fatto.

Quando conviene invece un impianto elettrico? Questo genere d’impianto è conveniente quando l’elettricità viene prodotta da fonti rinnovabili, ad esempio attraverso i pannelli fotovoltaici che sfruttano l’energia solare. In questo caso il problema è l’investimento iniziale, ma qualora possa permetterti questa spesa, successivamente non avrai praticamente più alcun costo!

C’è un impianto di riscaldamento che si sta rapidamente diffondendo negli ultimi anni: il riscaldamento a pavimento. Questo genere d’impianto presenta diversi vantaggi, facilmente individuabili. Innanzitutto si ha una propagazione del calore equa ed omogenea in tutta la stanza ed una piacevole sensazione sotto i piedi. Inoltre non si ha in casa l’ingombro dei termosifoni nelle stanze, così da lasciare maggiore libertà di arredare casa come si vuole, senza costrizioni.


Ben più importanti sono il risparmio energetico ed il risparmio economico che derivano dal riscaldamento a pavimento. L’ambiente dunque ne guadagnerà in salute ed anche tu, poiché si alleggerirà di molto la tua bolletta!
Unico inconveniente: la spesa iniziale per installare l’impianto. L’installazione in effetti ha un costo alto, sicuramente è un ottimo investimento, ma potrete farlo, soltanto se sarete poi disposti ad aspettare un po’ di tempo per ammortizzare la spesa.

Un impianto simile al riscaldamento a pavimento, ma che presenta costi minori per l’installazione è il nuovo riscaldamento a battiscopa. Esso in sostanza va proprio a sostituire il normale battiscopa, quindi viene posto sul perimetro delle stanze, nella parte inferiore della parete.


Esso va anche a riscaldare la superficie delle pareti che poi rimandano il calore all’interno della stanza, quindi vi è un risparmio energetico ancora più grande ed inoltre c’è il grande vantaggio di tenere ben asciutti i muri! L’impianto ha un basso contenuto d’acqua, dunque si scalda velocemente ed altrettanto velocemente si otterrà la temperatura desiderata.


Ti sei mai domandato come funziona il riscaldamento a soffitto? Come risulta ben deducibile dal nome esso viene installato nel soffitto e la propagazione del calore quindi avviene dall’alto.
Un soffitto radiante quindi emana calore e in sostanza avviene uno scambio d’irraggiamento tra superfici calde e fredde. Il riscaldamento è posto nella parete in alto, che è fredda, la quale assorbe il calore e lo propaga in tutto l’ambiente.


Per quanto riguarda l’installazione, in questo caso non c’è bisogno di opere murarie o di rompere alcunché, dunque non è complessa. E’ per questo motivo che, rispetto ad esempio al riscaldamento a pavimento, il costo d’installazione è di gran lunga minore.
Il riscaldamento a soffitto ovviamente non crea ingombro e l’aria viene diffusa in maniera omogenea nella stanza. Un gran vantaggio è che tende a diminuire l’umidità presente nell’ambiente ed impedisce la formazione di muffe, che spesso vanno a formarsi proprio nella parte superiore della parete, in prossimità del soffitto.
Se dovessi scegliere questo tipo d’impianto ti do un consiglio, controlla che il soffitto nella tua casa non sia eccessivamente alto, altrimenti l’aria calda rischia di non arrivare dalle tue parti e perdersi per strada!




L’INTONACO, CARATTERISTICHE E PREZZI

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Procedendo con la ristrutturazione edilizia è giunto il momento di occuparsi degli intonaci!
L’intonaco è un rivestimento che va applicato alle pareti ed ha una funzione estetica, ma anche di protezione contro intemperie ed umidità. L’intonaco corrisponde ad una miscela composta da sabbia e da un materiale legante, che può essere cemento, gesso, calce, etc.


Esistono veri intonaci e si differenziano in base al legante utilizzato. L’intonaco va dunque a coprire la muratura e lo strato ha uno spessore di circa 1,5/2 cm. Esiste un intonaco per interni ed uno per esterni, l’intonaco per interni ha maggiormente la funzione di proteggere dall’umidità e di far respirare le pareti, mentre l’intonaco esterno serve più che altro a proteggere dalle intemperie.


Esso è un rivestimento composto da più strati:


• Il primo strato si chiama rinzaffo o abbozzo ed esso è il ponte di adesione tra intonaco e muro. Il muro viene inumidito e poi si getta l’impasto con la cazzuola contro di esso. Il rinzaffo viene applicato sul 70%-80% della muratura, non in maniera omogenea, esso crea delle zone ruvide che serviranno poi per aggrappare gli strati successivi.
• Il secondo strato si chiama arriccio, arricciato o intonaco rustico. Esso è lo scheletro dell’intonaco ed ha la funzione di rendere uniforme il muro, così che non vi siano difetti e imperfezioni. Abbiamo in questa fase un intonaco rustico ed alcune volte è così che viene lasciato, ad esempio nei garage.
• Il terzo ed ultimo strato si chiama intonachino, velo o intonaco civile. In sostanza esso ha funzione di protezione e di abbellimento estetico. Il suo spessore è inferiore a tre millimetri e la superficie a questo punto risulterà uniforme e liscia.


Questo è il procedimento che avviene quando si ha a che fare con l’intonaco tradizionale. Esiste però al giorno d’oggi l’intonaco premiscelato che sta rimpiazzando quello tradizionale.
L’intonaco premiscelato risulta più omogeneo, ma il vantaggio fondamentale sta nella tempistica di esecuzione. Esso infatti viene applicato con grande rapidità poiché è possibile procedere con un’applicazione a spruzzo. Quindi impiegando lo stesso tempo con questa tecnica è possibile completare una maggiore porzione di muro.


L’unico problema riconosciuto a questo tipo di intonaco era la scarsa permeabilità, ma successivamente è stato migliorato e reso traspirante. Qualcuno ritiene che applicando un intonaco premiscelato vi sia una maggiore probabilità di riscontrare poi delle crepe, ma probabilmente questo può verificarsi nel caso in cui vengano utilizzati prodotti di scarsa qualità.


In commercio vi sono particolari tipologie di intonaco premiscelato che rispondono a specifiche esigenze. Esso può essere:
• Ignifugo
• Fonoassorbente
• Deumidificante
• Termostimolante
Si ha dunque l’imbarazzo della scelta!
Per quanto riguarda il costo, l’intonaco premiscelato è più economico poiché il prezzo medio è di 9 € al metro quadro, mentre quello tradizionale ha una spesa che si aggira sui 15 € al metro quadro.




IL MASSETTO

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Dopo avere concluso l’installazione degli impianti ed esserci occupati degli intonaci, continuiamo la ristrutturazione edilizia con la realizzazione del massetto. Il massetto, detto anche caldana, è uno strato di cemento che viene posto sopra il solaio e ha diverse funzioni. A che cosa serve un massetto?
• A rendere completamente piana la superficie dove poi verranno collocati tutti gli elementi della casa, in primis la pavimentazione
• Ad inserirvi le tubazioni degli impianti idraulico e di riscaldamento ed i cavi dell’impianto elettrico


Proprio per questo è fondamentale che non ci siano dislivelli o pendenze. Lo spessore del massetto va da 4 a 8 cm. Nel caso in cui la caldana sia minore di 8 cm gli esperti ci dicono che sarà poi necessario utilizzare dei prodotti specifici affinché ne migliorino la resistenza.
Il massetto è composto da una miscela di tre elementi :
• Cemento
• Sabbia (o ghiaia)
• Acqua
E’ fondamentale che questi tre elementi siano dosati alla perfezione altrimenti ci saranno problemi seri nella buona riuscita dell’opera, dunque occhio a scegliere l’esperto giusto!
Nel classico impasto del massetto a volte vengono inseriti degli additivi per esigenze particolari, come ad esempio l’aumento di prestazioni acustiche o termiche.


Abbiamo visto che la realizzazione del massetto è importante perché poi su di esso si andrà ad effettuare la posa della pavimentazione. Esso dovrà essere liscio, privo di fessure, di imperfezioni e compatto oltre che resistente. Sopra alla caldana verrà poi messa una speciale colla, solo nel momento in cui il massetto avrà terminato l’asciugatura, dopo circa dieci giorni. Soltanto allora sarà possibile iniziare la posa del pavimento.


Esiste in commercio un particolare prodotto: il massetto pronto, che è importante conoscere. Il massetto pronto è premiscelato ed ha una rapida asciugatura, per questo viene utilizzato soprattutto quando non si ha molto tempo a disposizione per terminare i lavori.
E’ davvero un’ottima soluzione e si sposa con qualsiasi tipo di pavimentazione. Un grande vantaggio è il fatto che, essendo già premiscelato, non ci saranno sicuramente errori nel dosaggio. Inoltre, grazie alla sua facilità d’uso, non richiede l’intervento di personale altamente qualificato.
Altro importante prodotto è il massetto autolivellante che, come si evince dal nome, si livella da solo. Questo è una buona soluzione poiché oltre a far diminuire di molto il faticoso lavoro, può essere calpestato già il giorno seguente e dopo solo pochi giorni si può passare all’incollaggio del pavimento.
Questo genere di massetto inoltre garantisce un alto grado di conduttività termica, quindi risulta ottimale nel caso in cui si abbia il riscaldamento a pavimento.




QUALE PAVIMENTO SCEGLIERE

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La pavimentazione è un elemento fondamentale della casa che durerà a lungo, dunque è bene riflettere accuratamente su quale sia il pavimento migliore per te!
La scelta deve essere pensata a fondo, poiché inciderà moltissimo sul risultato finale, sia dal punto di vista estetico che della durata. Per capirci, qualora voi siate una famiglia con tre figli, un gatto ed un cane e scegliate un pavimento troppo delicato, questo avrà probabilmente vita breve e a distanza di poco tempo ti troverai al punto di partenza, a dover rifare il pavimento.
Per questo motivo il consiglio da seguire è di valutare un pavimento sì in base all’aspetto estetico, ma anche alle peculiarità del materiale.


Fattore determinante per la scelta del pavimento è il budget disponibile. Quanto volete spendere per la pavimentazione? Sappiamo bene che esistono pavimenti economici e tipi di pavimento costosi. E’ dunque importante avere le idee chiare fin da subito su quale somma del budget per la ristrutturazione edilizia vogliamo destinare alla pavimentazione.
Il pavimento non può essere disgiunto completamente dagli altri elementi della casa, quindi andrai a scegliere la pavimentazione già con la consapevolezza di quale sarà lo stile della casa.
Se ad esempio hai già ben chiaro in mente che adotterai lo shabby chic come stile dell’arredamento, allora opterai per dei colori pastello e per materiali caldi ed accoglienti come il legno, che concorreranno a creare la perfetta casa shabby chic!
Qualora invece sappia già che la tua casa avrà uno stile minimal, andrai a cercare un pavimento moderno, possibilmente bianco, che contribuisca a creare un ambiente pulito ed essenziale.


Cominciamo a pensare al colore del pavimento. Ovviamente potrai scegliere quello che più ti piace, ma è bene tenere sempre a mente qualche piccolo consiglio.
Qualora l’immobile sia molto grande avrai più libertà di scelta, ma nel caso tu abbia una casa piccola è consigliabile un pavimento chiaro, che dia maggiore luminosità, cosicché lo spazio percepito sia maggiore. In una casa di piccole dimensioni inoltre è sempre meglio installare una pavimentazione unica, non delineando i confini tra una stanza e l’altra, per ottenere l’effetto di uno spazio più grande.
Nel caso in cui decida di posare più tipologie di pavimenti, tieni presente che cucina e bagno sono le due stanze in cui la pavimentazione sarà più messa a dura prova, dunque opta per materiali resistenti. La cucina è forse l’ambiente più vissuto e trafficato della casa, mentre il pavimento in bagno dovrà resistere agli attacchi di acqua ed umidità!


Nelle camere da letto ci sarà modo di installare un pavimento più delicato ed accogliente, come ad esempio il parquet, essendo generalmente le zone meno frequentate della casa.
Al giorno d’oggi esistono in commercio tantissimi tipi di pavimenti, c’è davvero l’imbarazzo della scelta, ma andiamo ad analizzare le tipologie maggiormente diffuse.


1. Il gres porcellanato. Un materiale molto diffuso per i pavimenti è il gres. Esso è infatti particolarmente duro e resistente e non è assolutamente poroso. Il gres viene prodotto tramite la cottura al forno, ad una temperatura di circa 1000-1300 gradi centigradi.
Essendo oltre che duro, molto impermeabile, il gres è consigliabile per cucina e bagno, ambienti che mettono a dura prova la resistenza della pavimentazione.
Questo tipo di pavimento può essere:
Gres tecnico, che corrisponde a quello naturale. Ha maggiore resistenza agli urti e minore porosità.
Gres levigato, la cui superficie viene rivestita con uno smalto. Ha minor resistenza e maggiore porosità.


Ti stai chiedendo quanto costa il gres porcellanato? Ne esistono moltissime varietà in commercio dunque è difficile dare un prezzo preciso. Mediamente possiamo dire che il costo del gres porcellanato si aggira intorno ai 10-12 € al metro quadro, conteggiando solo il materiale, senza la posa.
La pulizia del gres porcellanato è semplice, basta utilizzare un po’ di acqua calda con ammoniaca, oppure in alternativa un detersivo neutro. E’ importante, per non danneggiare le piastrelle, evitare i detersivi a base di alcool.


2. Il cotto. L’impasto del cotto è composto da argilla ed acqua e viene cotto in forni ad una temperatura che supera i 1000 gradi. Le mattonelle possono avere svariate forme a seconda dello stampo che si è utilizzato inizialmente per riporre l’impasto.
Il cotto può essere antico o levigato. Quello antico è il cotto lasciato al naturale e solitamente viene utilizzato per gli esterni, mentre quello levigato è più liscio, utilizzato di più per gli interni.
Il cotto è un ottimo pavimento e può essere utilizzato per tutti gli ambienti della casa. Ma quanto costa il pavimento in cotto? Il prezzo varia in base alla qualità delle mattonelle, ma mediamente possiamo dire che si parte da una spesa di 20 € al metro quadro.


3. Il parquet. Il parquet ha un quid in più rispetto agli altri pavimenti. Esso dona in casa un’atmosfera calda ed accogliente ed è molto resistente nel tempo. Esso rimane fresco d’estate e caldo in inverno ed è questo uno dei motivi che fa si che il parquet sia uno dei pavimenti più richiesti.
Il parquet inoltre ha un ottimo isolamento acustico, quindi qualora tu abbia bisogno di tranquillità in casa potrebbe essere la scelta che più si sposa con questa necessità. In commercio ne esistono davvero di tantissimi tipi e non si ha altro che l’imbarazzo della scelta!


Il parquet classico è quello costituito totalmente in massello e viene trattato con cera o altri prodotti direttamente sul posto, a differenza del parquet prefinito, che invece viene già trattato precedentemente e quando arriva nelle nostre case deve solamente essere posato.
Se avete intenzione di acquistare il parquet tradizionale il consiglio è di chiedere di visualizzare come sarà il colore ad opera finita, poiché dopo il trattamento questo risulterà un po’ differente.


In commercio esistono inoltre il parquet impiallacciato ed il laminato. Il primo ha lo strato superficiale di legno nobile ed ha uno spessore di un millimetro o addirittura minore, il secondo invece nella parte superiore ha uno strato di plastica che riproduce l’essenza del legno.
Molti si chiedono quale sia la differenza tra laminato e parquet. Dobbiamo dire ad onor del vero che il laminato in realtà non è un vero e proprio parquet. Esso è resistente e piacevole da vedere, inoltre è molto economico, ma è un finto parquet.
La posa di questo pavimento è semplice, occorrono soltanto un martello ed un seghetto. Per quanto riguarda il costo del laminato esso parte da 5-6 € al metro quadro fino a 20 € al metro quadro ed anche di più, dipende dal tipo di pavimento.
Per quanto riguarda la posa del parquet vero e proprio, vi sono diverse tecniche. Ad esempio abbiamo il parquet galleggiate, o flottante, tecnica adatta ai listoni grandi, oppure il parquet inchiodato, con listoni ad incastro, c’è poi la tecnica più utilizzata, il parquet incollato.
Non è difficilissimo effettuare la posa del parquet, ma è bene comunque che chi se ne andrà ad occupare sia esperto in materia.


Ci sono in commercio tantissimi colori tra cui scegliere, c’è chi preferisce un parquet chiaro e chi invece un parquet scuro, ma questo dipende soltanto da te, de gustibus...


Abbiamo dunque capito che molti di quelli che decidono di ristrutturare casa scelgono questi tre tipi di pavimento: il gres, il cotto ed il parquet.
Ci sono poi pavimenti all’avanguardia, delle soluzioni innovative, che si stanno diffondendo velocemente, grazie ai loro vantaggi. Un esempio è il pavimento in resina, che si sta piano piano diffondendo e sta riscuotendo successo. Esso è adatto a tutti gli ambienti e garantisce un risultato uniforme in tutta la casa. Inoltre ha il vantaggio di poter essere sovrapposto al pavimento esistente, così da evitare la rimozione del vecchio pavimento.




INFISSI, TIPOLOGIE E COSTI

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La ristrutturazione edilizia prosegue con la scelta degli infissi. I serramenti sono un elemento molto importante della casa, poiché contribuiscono ad assicurare l’isolamento termico, l’isolamento acustico e soprattutto la sicurezza della casa. Ci difendono quindi dall’afa estiva, dal freddo in inverno e dai malintenzionati, che ultimamente sono in grande aumento nel nostro paese.
Altro aspetto fondamentale che ci deve indirizzare nella scelta dei serramenti è senza dubbio il risparmio energetico. Degli infissi con un buon isolamento faranno diminuire la dispersione di calore dunque l’investimento che si andrà a fare verrà poi ripagato dal risparmio che si avrà in bolletta.
C’è inoltre da tener conto che ristrutturare casa per conseguire un risparmio energetico ti darà anche diritto ad usufruire delle agevolazioni fiscali. Potrai approfittare di un incentivo del 65% valido fino a fine anno, dunque è bene sbrigarsi, il tempo stringe!


• Le finestre. Ultimamente la tecnologia ha fatto passi da gigante ed oggi in commercio vi sono dei prodotti che riescono a limitare lo scambio termico ed acustico tra l’interno e l’esterno della casa. Il vetro è una componente fondamentale. Una buona finestra deve avere il doppio vetro o addirittura il triplo vetro.
Essa è costituita da lastre di vetro ed al loro interno vi è la presenza di aria o in alternativa di gas inerti. Maggiormente viene utilizzato il doppio vetro, mentre il triplo vetro viene impiegato soprattutto nella casa passiva.

I materiali che vengono utilizzati per le finestre sono:
Legno
Pvc
Alluminio
• Materiali combinati


Il legno assicura un ottimo isolamento termico ed acustico. Esteticamente è sicuramente il materiale più gradevole, sia che mantenga l’aspetto naturale, sia che venga verniciato. La finestra in legno è molto resistente e può durare moltissimi anni, a patto però che venga effettuata una regolare manutenzione.
Il pvc è un buon isolante termico ed acustico, inoltre è molto resistente alle intemperie. Questo materiale, a differenza del legno, non necessita di alcuna manutenzione e non si rovina facilmente.
Anche la pulizia è parecchio semplice ed il costo è davvero vantaggioso. Certo, non avrà lo stesso fascino del legno esteticamente, ma è comunque possibile riprodurre l’effetto legno con delle tecniche innovative. E’ inoltre disponibile in tantissimi colori, quindi si sposa praticamente con tutto!


L’alluminio è il materiale più leggero ed è duraturo. E’ robusto e resistente agli agenti atmosferici. Forse dal punto di vista di isolamento termoacustico è il meno performante, ma rimane comunque parecchio utilizzato sia per le finestre che per le persiane, poiché il problema è stato risolto con la tecnica del taglio termico.
Pulire l’alluminio è semplice e questo materiale non richiede manutenzione.


Molte volte i materiali vengono combinati, spesso si ha un materiale per la parte interna ed uno per l’esterno. Ovviamente combinare più materiali permette di unire le peculiarità dell’uno con le qualità dell’altro e di ottenere ad esempio una finestra con la bellezza del legno e la praticità dell’alluminio.


I prezzi delle finestre variano a seconda del materiale impiegato e ovviamente della qualità del prodotto. Il costo di una finestra parte da poche decine di euro, ma indicativamente possiamo dire che una finestra con un ottimo isolamento termico ed acustico difficilmente costerà meno di 300 €.


• Le persiane. Le persiane principalmente hanno lo scopo di oscurare la casa, ma al giorno d’oggi contribuiscono anch’esse all’isolamento termico ed acustico. I materiali utilizzati per le persiane sono in sostanza gli stessi che si usano per le finestre.


Le persiane possono avere modi differenti di apertura. Abbiamo le persiane a battente che sono quelle classiche, che si aprono con le due ante. Poi ci sono le persiane genovesi che permettono di aprire la parte sotto anche quando quella superiore resta chiusa. Altra tipologia di apertura hanno le persiane a libro in cui la persiana ha la possibilità di chiudersi a fisarmonica grazie ad un sistema di cerniere ed inoltre esistono le persiane scorrevoli che scorrono appunto su delle rotaie sui due lati esterni del muro ed infine abbiamo le persiane incanalate, le cui ante scorrono su fessure facenti parte dello spessore del muro.
Ultimamente in Italia stanno riscuotendo grande successo le persiane blindate. Queste sono fatte di un materiale parecchio resistente, solitamente l’acciaio temperato ed hanno diverse serrature in più punti della persiana. Qualora tu voglia una sicurezza maggiore per la tua casa, le persiane blindate sono un’ottima soluzione.


• Le porte. Scegliere le porte interne della casa è un’operazione che può sembrare semplice, ma è bene analizzare nel dettaglio le caratteristiche di ciascuna porta per compiere la scelta giusta. Innanzitutto occorre decidere la tipologia di apertura che più si adatta alle nostre esigenze.
La porta a battente è quella classica, con l’anta che va ad aprirsi verso l’ambiente in cui si entra. Questa viene montata quando lo spazio a disposizione non manca e non si ha il bisogno di ottimizzare gli spazi. Al contrario la porta scorrevole, che può essere a scomparsa o esterna, viene scelta solitamente qualora lo spazio sia ridotto. La porta scorrevole a scomparsa è quella che va a scorrere nel muro sopra di un binario montato all’interno della parete, mentre la porta scorrevole esterna scorre parallela all’esterno della parete.
Esiste poi un’alternativa alla porta scorrevole, quando non si gode di grandi spazi, che è la porta a soffietto. Utilizzata soprattutto per il ripostiglio o per una cabina armadio, questa porta si apre a fisarmonica ed è veramente molto pratica. Sicuramente risulterà la soluzione ideale qualora il tuo budget per la ristrutturazione edilizia sia molto limitato, data la sua economicità.


Andiamo ora a capire quali possano essere i materiali delle porte interne.


I materiali e lo stile delle porte devono ovviamente sposarsi con le pareti e con l’arredo della casa. Dunque è bene compiere questa scelta, una volta che si abbia già un’idea di come sarà la propria casa nel complesso.
Il legno è senza dubbio il materiale più utilizzato. Abbiamo già descritto prima, parlando delle finestre, quali siano le caratteristiche del legno. Esso è elegante e duraturo ed inoltre assicura un isolamento termico ed acustico notevole. Il legno è l’unico materiale che concorre anche a migliorare la qualità dell’aria.


Le porte in legno non sono sicuramente le più economiche, ma tenete conto che una volta affrontata questa spesa vi dureranno una vita e potrete dire di avere in casa delle porte di qualità. Il costo mediamente parte da 400 €, poi dipende dalle caratteristiche specifiche della porta.
Alternativa al legno è la porta in laminato. Questa è sicuramente la porta economica per eccellenza, anche se negli ultimi anni la qualità è nettamente migliorata. Il prezzo parte indicativamente da 100 €, ma se vogliamo qualcosa che sia un po’ più pregevole sarebbe preferibile spenderne almeno 200.


Nel caso in cui tu sia amante di una casa luminosa e desideri che la tua abbia tanta luce, il consiglio è di optare per una porta a vetro. Questa garantisce luminosità a tutti gli ambienti ed esteticamente dona un tocco di classe alla casa.
C’è la possibilità di avere un vetro trasparente oppure optare per un vetro satinato, dipende da quanto tu voglia far passare la luce da una stanza all’altra. Esistono poi delle porte in vetro decorate con stili differenti, ce ne sono davvero per tutti i gusti!




PITTURARE CASA, COLORI, TECNICHE E COSTI

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E’ giunto il momento di pensare a come dipingere casa! La prima operazione da compiere in questa fase della ristrutturazione edilizia è scegliere il tipo di pittura e quali tecniche di pittura utilizzare per la nostra casa.


• Il tipo di pittura maggiormente utilizzato è senza dubbio l’idropittura. Questa vernice è a base di acqua ed è disponibile in tantissimi colori. Le sue caratteristiche principali sono la traspirabilità e la lavabilità, qualità che la rendono adatta ad ogni ambiente. Essa infatti non assorbe le macchie ed è resistente all’umidità, dunque è la vernice ideale per bagno e cucina.
L’idropittura inoltre è una vernice che ostacola la formazione di muffa, orrenda dal punto di vista estetico e dannosa per la salute di chi vive in casa.
Esistono differenti tipologie di idropittura, a seconda agli additivi che vengono aggiunti. Il prezzo varia in base al tipo ed al singolo rivenditore, in media possiamo dire che il costo si aggira sui 20 € per un barattolo da 5 l.


• Un altro tipo di vernice è la pittura a tempera. Se stai cercando una vernice economica, la pittura a tempera fa al caso tuo. Essa non è molto duratura e con il tempo tende a sfaldarsi, per questo è consigliata per ambienti come garage e ripostigli.
Essa è composta da pigmenti naturali e da collanti, va diluita in acqua e si può applicare a spruzzo, con il rullo o con il pennello. Il costo massimo è di 2 € al l.


• Vi è poi la pittura a calce. Questa vernice è antimuffa e traspirante. Essa però non è coprente dunque qualora si voglia applicare la pittura a calce occorre rimuovere bene tutta la vecchia pittura sottostante.
Essa è disponibile in moltissimi colori, unico inconveniente è il tempo di asciugatura che è un po’ più lungo rispetto alle altre vernici. Il costo della pittura a calce è di circa 50 € per un barattolo da 15 l, è dunque una soluzione valida per pitturare casa.


• Se ti sta a cuore la salvaguardia dell’ambiente e vuoi vivere in un luogo più salutare, la scelta giusta per te è la vernice ecologica. Questa vernice non è tossica, poiché non contiene COV (composti organici volatili) né altre sostanze tossiche, come alcuni additivi presenti nelle altre vernici.
Le vernici ecologiche possono essere a base di latte, di argilla o di lino e per creare alcuni effetti particolari si utilizzano comunque elementi naturali. Sono completamente inodori e possono essere applicate sia con il pennello, che a spruzzo, che con il rullo.
L’unico svantaggio della vernice ecologica è il prezzo, essa infatti costa circa dal 15% al 40% in più rispetto alle altre pitture.


Una volta scelto il tipo di vernice si passa a decidere quale tecnica di pittura utilizzare. Qualora tu voglia ottenere un effetto particolare e non voglia accontentarti della solita pittura, dai un’occhiata a queste che sono le tecniche più diffuse.


• La velatura. Questa tecnica serve per ottenere delle sfumature particolari e viene attuata con due colori. Si passa un colore che farà da base, solitamente un’idropittura, e sopra di esso si andrà a compiere la velatura vera e propria.
Essa può essere eseguita con strumenti differenti:
o Straccio
o Pennello
o Spugna
o Spatola


Il tipo di strumento andrà a modificare l’effetto che si verrà a creare, ma oltre ad esso ciò che influirà sul risultato finale, è la pressione con cui verrà applicato. Giocherà anche un ruolo importante la quantità di vernice utilizzata.
Che si sia scelto lo straccio, il pennello, la spugna o la spatola, il procedimento sarà lo stesso: immerso lo strumento nella vernice, questo verrà poi fatto girare su stesso contro il muro. Semplice no?
Il risultato sarà elegante e particolare, anzi davvero unico, poiché non esisterà un’altra parete uguale alla tua!
Il costo della velatura non è altissimo. Varia ovviamente da caso a caso, ma in media possiamo dire che il prezzo è di 8-11 al metro quadro.


• La spugnatura. La tecnica della spugnatura, detta anche effetto spugnato, è davvero semplice ed economica. In sostanza si deve tamponare la spugna sul muro, dopo averla ovviamente immersa nella vernice.


Essa può essere effettuata tono su tono, oppure con più colori, dipende dall’effetto che si vuole ottenere. Ovviamente utilizzando due tonalità differenti l’effetto sarà più forte ed evidente, viceversa con una sola tonalità il risultato sarà più sobrio.
La vernice consigliata per questa tecnica è l’idropittura ed oltre ad essa dovrete acquistare una spugna, dunque il costo dell’operazione non è affatto alto.


• Lo spatolato. La tecnica dello spatolato è sicuramente più complessa e richiede una certa esperienza, se si vuole ottenere un lavoro ottimale. Il risultato sarà molto elegante, la parete infatti risulterà liscia e lucida. L’effetto sarà quello di vari segni che andranno ad intrecciarsi sulla parete, le sfumature saranno veramente sorprendenti!
Per effettuare lo spatolato la base deve essere completamente priva di imperfezioni, dunque si consiglia una carteggiatura della parete, così da renderla uniforme e pulita. Il procedimento si compone di una prima stesura della base e di una seconda fase, realizzata con la spatola.
Questa tecnica è adatta ad ogni tipo di ambiente, ovviamente il risultato finale molto dipenderà dai colori che avrai scelto di utilizzare.


Dopo aver analizzato i tipi di vernice e le tecniche di pittura, diamo un’occhiata alla scelta dei colori. Colori caldi oppure colori freddi?


La scelta dei colori delle pareti dipenderà molto dal tuo gusto personale, ma ci sono dei consigli che potrebbero aiutarti a decidere, qualora tu sia un po’ indeciso.
Innanzitutto è bene tenere conto della grandezza della casa. Nel caso in cui ci siano grandi spazi, potrai optare anche per tinte forti e dare libero sfogo alle tue idee creative! No problem! Qualora invece gli spazi siano un po’ limitati, il consiglio è di utilizzare colori chiari. Questo perchè i colori neutri danno la percezione di una stanza più grande e l’idea di maggiore spazio. Inoltre così donerai maggiore luminosità agli ambienti.


I colori pastello, come il rosa o il verde chiaro, potrebbero essere una valida soluzione. I colori pastello trasmettono pace e tranquillità, dunque si sposano sicuramente con la camera da letto, ma nulla ti vieta di impiegarli anche nelle altre stanze. Il comfort è assicurato!


Altra opzione sono i colori caldi, come il rosso ed il giallo. Queste tonalità sono senza dubbio vivaci e stimolanti. Consigliate soprattutto per un arredamento moderno e adatte magari alla cameretta, ma volendo anche alla sala.


Infine potresti prendere in considerazione di dipingere casa con colori freddi, come il blu e l’azzurro. In questo caso andresti a creare un ambiente rilassante, qualora non siano però tinte troppo forti.
Questo è più o meno il significato dei colori e ciò che andranno a trasmettere, dunque rifletti bene su cosa sia meglio per casa tua.




ARREDARE CASA

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L’arredamento è una delle fasi conclusive che si deve affrontare nella ristrutturazione edilizia. Arredare casa è un’operazione che va ben studiata e progettata in base al proprio budget disponibile, cercando di trovare la soluzione che si sposa maggiormente con lo stile che più ci piace. Il budget deve essere chiaro fin da subito, ci sono persone che vanno ad indebitarsi pesantemente per arredare casa, non commettere questo errore, fai piuttosto un passo alla volta, secondo le tue possibilità!


Arredare una casa grande non è ovviamente la stessa cosa che arredare un monolocale, dunque bisognerà innanzitutto fare i conti con lo spazio disponibile. Qualora tu abbia una casa grande potrai dar libero sfogo alle tue idee, nel caso in cui invece sia piccola, la mission sarà ottimizzare gli spazi!


Il punto di partenza è sicuramente il colore che hai scelto per le pareti. E’ da questo che bisogna cominciare a ragionare per evitare di trovarci poi con i mobili in disarmonia con le tinte scelte.
Successivamente sarà bene riflettere sulle consuetudini di chi andrà ad abitare la casa. Esistono ad esempio degli stupendi divani degni di ville di lusso, ma pensi davvero che un elemento d’arredo del genere avrà vita lunga, una volta finito sotto le grinfie del tuo cane? I nostri amici a quattro zampe fanno ovviamente parte della famiglia e vengono prima di tutto, su questo siamo d’accordo. L’importante è non dimenticare la loro presenza quando si vanno a scegliere i mobili. La casa quindi va arredata in base alle esigenze ed alle abitudini dei futuri inquilini.


Passiamo ora ad analizzare le principali stanze della casa.


• La cucina. La stanza che molto spesso è il centro della casa, il regno di noi donne, dove viene sfornata una meravigliosa lasagna o una succulenta carbonara e dove la famiglia si ritrova almeno due volte al giorno, merita grande attenzione!
Per questo occorre arredare la cucina con grande oculatezza. Ovviamente, come per ogni altra stanza, anche per arredare la cucina, si parte dal prendere le misure.
Il passo principale è scegliere lo stile. Cucine in muratura, cucine moderne, cucine con isola, cucine shabby chic sono solo alcune delle tipologie di cucine esistenti! Come scegliere dunque?

Due fattori determinanti sono:
• Spazio disponibile
• Budget


E così già potremo cominciare a scremare!
Cerchiamo di capire le caratteristiche delle cucine più diffuse.


La cucina in muratura conserva lo stile delle cucine di campagna di una volta. Solitamente la cappa ha la forma di un camino ed essa è l’elemento centrale della stanza. Nella cucina in muratura saranno presenti nicchie e mensole ed il materiale caratteristico è il legno. Il rivestimento tipico è composto da piastrelle, che non devono assolutamente mancare.
Bisogna optare per colori tenui, come il celeste ed il giallo. La cucina in muratura può essere costruita sul posto o in alternativa se ne può acquistare una già pronta. Il prezzo sarà sicuramente differente. Il costo varia in base alla grandezza della stanza, ai materiali utilizzati ed all’azienda che si occuperà dei lavori. Difficilmente la spesa sarà minore di 5000 .


Completamente differente dalla cucina in muratura, la cucina moderna. Questo tipo di cucina è lineare ed è caratterizzata da uno stile minimal, essenziale. I mobili sono puliti, non hanno ghirigori e sono spesso sprovvisti di maniglie.
Un materiale molto utilizzato è l’acciaio, che dona grande eleganza. La cucina moderna è povera di accessori e facile da pulire. Il colore più diffuso è il bianco, ma ciò non vieta di scegliere il colore che si preferisce! In questo tipo di cucina le linee sono nitide ed è importante che regni l’ordine! Non ci potrà essere confusione in una cucina moderna o verrà a mancare la sua caratteristica eleganza!


In commercio esistono tantissime tipologie di cucina moderna ed il prezzo è assai vario. Esso cambia in base alla qualità dei materiali, alla grandezza ed al modello specifico. Al giorno d’oggi è possibile trovare anche cucine a partire da 1000 , ovviamente in questo caso non puoi aspettarti che la cucina che hai comprato ti duri una vita!


Un tipo di cucina che si sta diffondendo tantissimo in questi anni è la cucina con isola. A differenza delle altre, per questa cucina c’è bisogno che la stanza abbia una determinata grandezza, a partire da circa 15 metri. Questo perché posizionando l’isola al centro della stanza, non deve venire a mancare la libertà di movimento intorno ad essa.
L’isola consiste in un blocco che viene appunto posizionato al centro della stanza, composto da una base e da una parte superiore. Nella parte sopra si ha la possibilità di collocare il piano cottura, il lavello o semplicemente si può utilizzare quello spazio per aumentare il piano, sia per cucinare, che per mangiare.


Nella parte inferiore si possono collocare semplicemente comparti per aumentare il numero degli scaffali, che sappiamo in cucina non bastano mai! In alternativa è possibile farla diventare un’isola multifunzione, installandovi il forno, o magari il frigorifero o il congelatore.
Il costo della cucina con isola varia molto da modello a modello. Diciamo che la spesa mediamente parte da 2000 .


• Una volta capito quale sia la vostra cucina dei sogni, si passa ad arredare il soggiorno. Innanzitutto c’è da capire se preferite un soggiorno classico o moderno ed in base a questo verranno scelti gli elementi d’arredo.


I due elementi essenziali del soggiorno sono:
• Il mobile
• Il divano


In commercio ve ne sono tantissimi, di ogni modello e colore, dunque non rimane che sceglierli in base al proprio gusto ed alle proprie tasche! Come arredare un soggiorno?
Funzione importante nell’arredamento del soggiorno ce l’hanno le tende ed i tappeti. Essi daranno un tocco di eleganza all’ambiente ed andranno a completare lo stile che hai scelto per il soggiorno.

Ovviamente se in casa ci sono dei bambini piccoli, che presumibilmente giocheranno per terra, io non andrei a comprare un tappeto persiano da 5000 €, per evitare di trascorrere tutto il tempo a controllarli ogni qualvolta vogliano giocare con le loro macchinine e di soffrire come un cane nel vedere le ruote sgualcire il costosissimo tessuto!
Stesso discorso per le tende, qualora la tua gatta abbia appena partorito e tra poco i micetti inizieranno a giocherellare nel soggiorno, io non opterei per tende di lusso!
Tienilo sempre bene a mente: la ristrutturazione edilizia deve sempre essere progettata in base alle abitudini ed al modo di vivere della famiglia!


• La camera da letto è la stanza dedicata al riposo, il cui in cui rilassarsi dopo una dura giornata di lavoro. Arredare una camera da letto non è complicato, basta scegliere accuratamente i pochi elementi necessari e non cercare a tutti i costi di riempire tutti gli spazi.


Gli elementi fondamentali di una camera da letto sono ovviamente l’armadio, il letto, il comò ed i comodini. Qualora abbia tanto spazio disponibile potrai arricchire l’ambiente con un divano e magari un tavolino, così da ottenere una vera e propria zona notte. Se sei uno sportivo potresti pensare di aggiungere un tapis roulant, una cyclette o qualche altro attrezzo per l’allenamento.

Negli ultimi anni la tendenza generale va verso la camera da letto moderna, ma qualcuno preferisce ancora la camera antica, la scelta sta a te!


• Che cosa dire invece dell’arredo bagno? Per molti anni il bagno è stato considerato una stanza unicamente di servizio, mentre al giorno d’oggi si da grande importanza all’aspetto estetico ed il bagno è diventato un ambiente fondamentale nella casa. Arredare il bagno significa trovare la migliore soluzione affinché esso sia funzionale, ma anche confortevole.
Ovviamente sarà cosa differente arredare un bagno piccolo rispetto ad un bagno grande.


La prima importante scelta da compiere quando si deve arredare il bagno è tra la doccia e la vasca. Esistono vantaggi e svantaggi per ognuna di esse, dipende molto dal tipo di vita che conduci e dalle tue abitudini.
La doccia occupa sicuramente meno spazio ed anche in termini di costi, è sicuramente l’opzione più vantaggiosa. Se avete una casa piccola vi conviene installare la doccia, così da ottenere più spazio libero nel bagno. Qualora in casa ci siano persone anziane è sicuramente migliore dal punto di vista dell’accessibilità.


La vasca è sinonimo di relax, soprattutto se la vita che si conduce permette di ritagliarsi qualche momento da dedicare a se stessi ed al proprio piacere. In questo casa la vasca è la scelta migliore!
In questo senso si potrebbe acquistare per un maggiore comfort una bella vasca idromassaggio. In commercio ne esistono tantissimi modelli, le più vendute sono quelle con cromoterapia ed aromaterapia. La prima unisce ai benefici dell’acqua le proprietà dei colori, mentre la seconda libera aromi particolari, grazie all’utilizzo di oli essenziali.


A questo punto della ristrutturazione edilizia si passerà a scegliere i mobili da bagno. Qualora tu sia amante dei bagni moderni sceglierai un elemento d’arredo essenziale e lineare, in stile moderno appunto. Nel caso in cui invece tu prediliga il bagno antico, il mobile sarà molto più elaborato e ricco di ghirigori.


Per quanto riguarda i sanitari, nel bagno antico si prediligono quelli classici, mentre per il bagno moderno è meglio optare per i sanitari sospesi.
Ma quanto costa arredare un bagno? La spesa dipende ovviamente da molti fattori, in primis la tipologia di bagno e la qualità dei materiali. Possiamo dire che difficilmente si andrà a spendere meno di 1500 , poi ovviamente se si aspira a quei bagni da sogno che si vedono nelle riviste specializzate, il prezzo tenderà a salire...e di molto!





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